UN BEL DUCATO!

Arriva la quarta serie e il modulo “tutto avanti” del Fiat Professional Ducato conferma la sua validità anche nelle prove su strada.

Il Ducato scelto per la prova di questo mese è il classico veicolo medio (h2, l2) che ha una lunghezza massima di 5.413 mm e una portata di 1.412 kg come indicato sulla carta di circolazione, sempre sulla carta di circolazione la tara è indicata in 2.013 kg (facendo la somma si arriva a 3.425 kg a cui si aggiungono i 75 kg medi calcolati per l’autista). Il passo è di 3.000 mm e l’altezza di 2.522 mm. Le emissioni di CO2, uno dei parametri che saranno sempre più importanti, sono piuttosto contenute per un veicolo di questa massa e dimensione: 214 g/km; il quattro cilindri di 2184 cm3 eroga 118 kW ovvero 160 CV a 3.500 giri/min con una coppia massima di 380 Nm a solo 1.500 giri/min Esistono versioni da 120 a 180 CV). Abbiamo scelto la versione con cambio manuale a sei marce, la più tradizionale ed economica che certamente sarà la più venduta anche se il cambio automatico (a 9 rapporti) inizia a diffondersi sempre più. Il serbatoio da 90 litri (+ 19 litri di AdBlue) consente una buona autonomia.

PRIMO CONTATTO

Salendo a bordo si scopre immediatamente che il sedile è molto comodo e che le regolazioni sono semplici e intuitive. Facile comprendere anche l’uso delle dotazioni che si usano quotidianamente come l’aria condizionata o le luci (che però sono automatiche e funzionano bene e assai rapidamente, si accendono nei primi metri della galleria). Finalmente sul montante A circa 30 cm di altezza c’è una clip trasparente “portapermessi”, una cosa che dovrebbe essere su qualunque veicolo commerciale, del resto il costo è praticamente irrilevante, ma è pratico non avere fogli e foglietti che vagano sulla plancia. Salendo a bordo si scopre che non c’è (nemmeno in opzione) una maniglia sula montante A e bisogna tenersi al volante. In se la cosa non è scomoda, ma se lo si fa molte volte al giorno… la maniglia in generale non è presente nei veicoli europei, ma c’è in quelli americani, anche nei pick-up, una cosa che diciamo sempre.

La messa in moto è a pulsante, basta avere il dispositivo di apertura del Ducato in tasca. Comodi anche tutti i comandi a centro plancia. La nostra versione è priva di navigatore, ma chi usa questo veicolo ha solitamente il tablet per le consegne, dove la navigazione è parte del software o, comunque, un telefono che si può interfacciare con il monitor di bordo. Ottima al soluzione delle prese di corrente: una 220 V (100 W per un PC o altro), una presa USB (con una normale e una mini) e poi la classica presa accendino da 12 V. C’è poi una USB per musica o altro che si connette al sistema audio di bordo. Come tradizione sul Ducato moltissimi i vani di tutte le misure e molti i porta bottiglie, sia per la grande sia per la piccola. Bello il sistema della chiave. Con il dispositivo in tasca si preme il pulsante sulla maniglia e il veicolo si apre o si chiude (la funzione è separata per le portiere e per il vano carico). Ricordo anche che le portiere posteriori si aprono quasi a 270 gradi senza sbloccare alcunché e sono molto comode, merito delle complesse cerniere con cui è fissata la porta. Molti gli occhielli fermacarico e bella la plafoniera a Led del vano, illumina veramente bene. Ripetiamo come siano molto buone le porte, soprattutto la scorrevole che si chiude e si apre con facilità, senza dover usare troppa forza.

SU STRADA

Dopo aver messo in moto si possono controllare gli specchi (richiudibili), la climatizzazione e la visione intorno (specchi, alzacristalli eccetera si bloccano con lo spegnimento del motore). Lo sterzo è facile e leggero, molto progressivo. Buono anche il cambio sei marce ben scalate, con il veicolo vuoto che rotola leggermente si può partire in seconda, mentre la sesta è assolutamente autostradale, lunghissima, allo scopo di ridurre i consumi. Ben manovrabile la leva del cambio, anche se con una certa escursione, ovvia visti i cavi necessari a trasmettere il moto alle forcelle del cambio stesso che è disposto trasversalmente. Le prestazioni sono più che buone e, grazie alla coppia importante, il veicolo riprende con facilità anche da 1.000 giri/min. Su strada il Ducato è silenzioso, certo il motore si sente, ma non è assolutamente fastidioso, la chiusura della cabina (senza aperture verso il vano di carico) riduce nettamente la morbosità. Alle velocità autostradali i fruscii sono minimi, il rumore viene quasi esclusivamente dal motore e dal rotolamento dei grandi 215/75 R16 C, calettati sui cerchi in lega che dovrebbero ridurre la tara di circa 40-50 kg. In pratica il veicolo è piuttosto piacevole da usare, anche in autostrada, e la tenuta ci sembra più che buona, ovviamente qualche saltellamento a vuoto. Il diametro di sterzata (tra marciapiedi) e di poco più di 11 metri (aumenta sui passi più lunghi ovviamente) e consente una buona guidabilità.

RETROMARCIA

Naturalmente in un furgone, soprattutto di dimensioni medio grandi, la retromarcia è fondamentale. Nel Ducato ci sono due dispositivi oltre agli specchi esterni. Il primo è lo specchio centrale la cui immagine si forma grazie a una telecamera grandangolare posteriore, c’è poi il classico monitor sul cruscotto che fa vedere sia dove andranno le ruote sia lo spazio occupato dall’apertura delle portiere, va detto che è tutto piuttosto preciso.

COSTI, CONSUMI, CONCLUSIONI

Ufficialmente il prezzo parte da 27.000 euro più IVA, nella realtà le inserzioni e gli annunci pubblicitari partono da 20.500 €, con alcune formule a partire da 295 euro/mese con il leasing 4PRO, ovviamente sempre più IVA, ovviamente per un veicolo “base”. Anche i tagliandi sono semplici ed economici, c’è ben poco da manutenere e poi i tagliandi sono sempre a 48.000 km. Sei i litri contenuti nella coppa di 0W-30, un olio assai fluido che cerca di contenere i consumi. Parlando proprio di questi abbiamo percorso circa 800 km, con una media oltre i 40 km/h, per via di due tratti autostradali (circa 300 km) percorsi ai limiti di legge e così il consumo è a 10 l/100 km, più che buono per un veicolo così alto e largo, in città o su strade statali consuma decisamente meno.

In sostanza un ottimo acquisto, considerando che con una somma tra i 30 e i 35.000 euro si può acquistare un Ducato di buone dimensioni, molto accessoriato e ben motorizzato ci si rende conto di come si tratti di un veicolo anche economico, certo non alla base del listino, ma concorrenziale (i parenti di Stellantis costano meno, ma hanno meno innovazioni). Purtroppo ancora costosa (circa 3.000 euro) l’opzione per il cambio automatico che noi consigliamo sempre.