La sfidaLa sfida del Caddy

Il commerciale Volkswagen è sinonimo di qualità e affidabilità e la quinta generazione del Caddy non sembra da meno.

Il Caddy di 5° generazione viene presentato staticamente nel febbraio 2020, poi qualche mese dopo vi sarebbe dovuta essere la presentazione dinamica, colpita dal virus e in parte annullata. L’introduzione sul mercato è del novembre 2020, con alcuni rallentamenti sempre dovuti al virus. L’ultima generazione del Caddy completamente nuova è del 2003 (poi con vari face lift anche molto importanti), è per queste ragioni che abbiamo provato con piacere due versioni: il van e la versione “passeggeri. N1 e M1, la prima con cambio automatizzato DSG a doppia frizione, la seconda con cambio meccanico e sette posti, ambedue con il 2 litri da 122 CV e 300 Nm che nell’allestimento N1 (automatico, 7 rapporti) porta a 135 g/km CO2 e in quello M1 (meccanico, 6 rapporti) a 130 g/km di CO2 (come indicato sulla carta di circolazione). Ambedue nella versione “normale” da 4.500 mm di lunghezza con passo di 2.755 mm.

Il nuovo Caddy, che differisce completamente dal precedente, usa la piattaforma MQB in una delle sue molte versioni. Teniamo a ricordare che sono molte decine le vetture che dal 2012 usano questa piattaforma (sostanzialmente tutte le piccole e le medie, Golf compresa, anche quelle prodotte in Cina). Giusto per completezza va ricordato che nella nuova alleanza per i veicoli commerciali Ford-VW il Caddy con questa piattaforma dovrebbe essere la base dei futuri piccoli van Ford.

PRESA DI CONTATTO

Quando ci si siede al posto guida si resta stupiti dalla qualità e dalle dotazioni del veicolo: molto elevata, la qualità, complete le dotazioni dei veicoli in prova anche se alcune sono in opzione. La plancia con il cruscotto quasi completamente elettronico (alcune spie sono tradizionali) è bello e piace, oltre a essere funzionale e configurabile. Sono anche molto comode le funzioni veloci con pulsante (a sfioramento) che conducono all’interno delle funzionalità elettroniche saltando vari menù, come avviene ad esempio per la climatizzazione dove il “DEF” (defrost o sbrinamento) che si attiva con un semplice pulsante. Sedile e volante sono ben regolabili e ogni cosa trova il suo posto, dalle bottiglie al tablet.

Stupisce un po’ il piccolo vano proprio sopra il cruscotto, sembrerebbe quasi l’alloggiamento per un sistema di proiezione HUD che ormai è disponibile su alcune utilitarie. Magari arriverà!

Nel vano di carico ottimi i punti di aggancio, nella versione M1 si trovano i due sedili che possono essere rimossi per aumentare la cubatura che a sedili montati è sufficiente solo per una “spesa”. Per questo tipo di utilizzo suggeriamo l’acquisto di una versione Maxi più lunga. Il volume di carico è di 3,1 m3 per la versione N1 con una lunghezza del piano di carico di 1.614 mm. La massa massima ammessa sul tetto è di 100 kg e la portata utile arriva, in totale, ad un massimo di 674 kg (dipende dagli equipaggiamenti).

Navigatore e assistente per la manovra e il parcheggio sono ottimi e precisi nelle misure che indicano. Molto grande lo schermo del navigatore/assistente alla manovra.

LA QUALITÀ

Quando esce un nuovo commerciale Volkswagen quello che si va sempre a vedere è la qualità del prodotto e le attese qui non vengono smentite. Ad esempio ottima la scelta di un motore di cilindrata importante con una potenza ridotta, a tutto vantaggio di durata, consumi, manutenzione e ridotte emissioni di NOx. Nel vano motore i rabbocchi e le aperture sono facili e ben visibili. All’interno tutto è all’insegna della qualità e della tecnologia. Casualmente abbiamo guidato una Audi Q3 pochi minuti dopo aver lasciato il Caddy e vi assicuro che i comandi, ad esempio del sistema di climatizzazione, sono assai più avanzati sul Caddy che sull’Audi Q3. Ottimo il grande portellone posteriore (versione M1) con chiusura assistita per gli ultimi mm, dove altrimenti occorrerebbe sbattere con forza. Ottimo anche il sistema di chiusura apertura porte che consente di non togliere la chiave di tasca. Insomma in ogni particolare e in ogni finitura e montaggio si percepisce cura nella progettazione e una qualità non certo da veicolo commerciale, ma da vettura di fascia medio alta, da dove arrivano alcuni dei componenti, come del resto motori, cambi e piattaforma. Questo fa sì il prezzo base delle due versioni provate non sia proprio popolare circa 35.000 euro per la versione M1 con passeggeri e 28.500 per la versione N1, ambedue chiavi in mano. Ambedue erano riccamente dotate di opzioni (a pagamento, ma non costosissime) come è normale sui veicoli allestiti per le prove della stampa.

MODULARE

Il Caddy è, nella sostanza, un veicolo realizzato su una piattaforma modulare. Disponibili due lunghezze, diversi numeri di posti (il veicolo N1 può essere richiesto come Kombi, quindi con cabina completa). Sono poi disponibili porte scorrevoli, portelloni lamierati o vetrati, vetrature di vario tipo. Ci sono poi tutti i sistemi di assistenza alla guida disponibili (sempre in opzione) nella offerta Volkswagen.

Nutrita anche la lista di accessori per il portaggio e il carico dal porta canoe al porta scale. Molto interessanti anche le varie estensioni di garanzia e i piani di manutenzione a prezzo fisso, fino a 5 anni o 200.000 km.

SU STRADA

Il motore della nostra prova è il due litri 90 kW, 122 CV con oltre 300 Nm di coppia. I bassi regimi di erogazione e, soprattutto, il cambio automatico rendono il Nuovo Caddy guidabilissimo. Con l’automatico a 130 km/h il regime è di 2.000 giri/min con il meccanico di circa 2.200 giri/min. Grazie al Cx di circa 0.30 (differisce a seconda degli accessori di portaggio e dalle versioni) e al ridotto numero di giri la silenziosità è molto buona, meglio sulla versione M1. Buona l’insonorizzazione e ottimo l’isolamento dalle asperità del fondo stradale. Il cambio è preciso come lo sterzo e la frenata con l’”Hold” automatico, pratico più che altro in collina o con il cambio automatico. Anche i consumi sono buoni.

Un piccolo rammarico è dovuto all’assenza (per ora) di una versione con il due litri in una taratura da 150/160 CV (disponibile sulle autovetture) che ci pare utile per chi viaggia con officina montata, quindi sempre a pieno carico e, soprattutto, per chi usa il Caddy M1 per il tempo libero, per esempio con un rimorchio per canoe, windsurf o moto. In Italia gli N1 di queste dimensioni solitamente non vengono usati per il traino di rimorchi di qualunque tipo, mentre ciò è molto diffuso nel Nord Europa e la massa rimorchiabile a 1.500 kg, con un diametro di sterzata di poco più di 11 metri, garantisce una maneggevolezza a tutta prova anche con un rimorchio.

CONCLUSIONI

Certamente un veicolo di qualità che mantiene anche il proprio valore nel tempo. È disponibile in moltissime versioni (centinaia) ed ha una lunghissima lista di opzioni: questo aiuta a costruirsi il veicolo su misura per le proprie esigenze. Con i mancorrenti per il fissaggio di dispositivi di portaggio è alto 1,85 m e si può parcheggiare in qualunque parcheggio sotterrano o a raso delimitato da barre (che consentono sempre il passaggio fino a 1,90 m). Oggettivamente l’unico difetto che gli si trova è il prezzo, un po’ caruccio, soprattutto se paragonato a veicoli di analoghe dimensioni e prestazioni come, ad esempio, il Doblò. Ma come tutti sappiamo la qualità e la ricchezza di dotazioni si pagano. Ultimo consiglio: sceglietelo automatico! La differenza di prezzo è di 1.850 euro IVA compresa ma li vale tutti!