Il rilancio del trasporto pesante secondo ANFIA

L’associazione nazionale dell’industria automobilistica presenta un nuovo piano per rinnovare il parco circolante e favorire la ripresa del settore

Il periodo di lockdown legato al coronavirus e il conseguente aumento delle vendite online hanno sottolineato ancora una volta l’importanza del trasporto pesante su gomma. Un settore che, nonostante sia uno dei più importanti per l’economia nazionale, porta con sè numerose problematiche da risolvere. Proprio per questo motivo ANFIA, Federauto e UNRAE hanno presentato durante la conferenza stampa intitolata “Roadmap per il rilancio del trasporto merci” un piano ben definito che propone soluzioni e interventi per favorire il ringiovanimento del parco circolante e un futuro del mondo dei trasporti pesanti sempre più sostenibile ed efficiente.

Penalizzare i veicoli ante Euro IV

Uno dei problemi principali del settore del trasporto pesante su gomma è senza dubbio il parco circolante datato che fa registrare numeri che lo pongono di diritto tra i più vecchi in Europa. Oltre il 56% dei 700.000 veicoli industriali che superano le 3,5 tonnellate di ptt (massa a pieno carico) circolanti nel nostro Paese, infatti, fa parte delle direttive di omologazione sulle emissioni ante Euro IV con un’età media di 13,4 anni. Considerando invece solamente i veicoli pesanti con ptt superiore o uguale a 16 tonnellate la situazione migliora leggermente con la percentuale che scende a 45,5% e l’età media a 11,5 anni. Proprio per cercare di invertire la rotta le tre associazioni chiedono a gran voce un intervento per disincentivare l’utilizzo di veicoli datati e allo stesso tempo inquinanti. Tra i punti salienti di questo rilancio troviamo infatti l’aumento del costo per il passaggio di proprietà e l’eliminazione del rimborso dei pedaggi stradali e delle accise sul carburante per i camion ante Euro IV.

Lo sviluppo dell’infrastruttura dedicata

Oltre a penalizzare l’utilizzo dei camion più vecchi, però, il piano strategico futuro presentato da ANFIA, Federauto e UNRAE punta anche a incentivare il graduale passaggio verso un futuro sempre più green tramite la disposizione di incentivi fiscali per l’acquisto di veicoli Euro VI e l’entrata in vigore della revisione annuale obbligatoria anche presso officine private che garantisce la circolazione di veicoli efficienti e sicuri. A questi punti si aggiunge anche la necessità di sviluppare e distribuire omogeneamente su tutto il territorio nazionale un’infrastruttura dedicata alle alimentazioni alternative come idrogeno e biocarburanti che fanno da apripista ai futuri sistemi di propulsione ad emissioni zero.

Aumento dell’efficienza logistica

L’ultimo punto su cui si concentra il piano di rilancio proposto dalle tre Associazioni è la richiesta di una norma che consenta la circolazione sulle strade del nostro Paese di autoarticolati lunghi fino a 18 metri, per il momento utilizzati solo in fase sperimentale. In Italia, infatti, la lunghezza massima consentita per i camion con rimorchio è di 16,5 metri. Il passaggio di questa normativa consentirebbe di ottimizzare e rendere più efficiente il trasporto logistico, diminuendo il numero di corse per ogni veicolo e aumentando allo stesso tempo la quantità di merci trasportate.