Il commercio accelera

Secondo i dati rilevati da Timocom sull’inserimento dei carichi, il primo trimestre 2021 in Europa segna una netta ripresa dell’attività non soltanto rispetto al 2020, gravato dal lockdown, ma anche sull’anno precedente.

Non è soltanto il mercato dei veicoli che bisogna guardare per comprendere lo stato di salute dell’economia, ma anche alle attività logistiche, che per fortuna sembrano attraversare un periodo di ripresa incoraggiante: a sottolinearlo è Timocom, specialista tedesco nelle tecnologie digitali applicate alla logistica, che pubblica periodicamente un termometro basato sui dati del traffico merci conservati nel suo database.

Il termometro nel dettaglio adotta come parametro il numero degli inserimenti di nuovi carichi del sistema per misurare l’andamento delle attività commerciali: ebbene, è proprio da questi dati rilevati in 46 Paesi europei che emerge un dato trimestrale in aumento del 58%, rispetto al 2020, vale a dire qualcosa come 10 milioni di inserimenti di carichi in più, rispetto allo stesso periodo del 2020.

Frenata e ripartenza

L’anno nuovo non ha avuto apparentemente una vera partenza sprint: gennaio ha fatto registrare un 16% di movimentazioni in meno rispetto a dicembre 2020 ma se guardiamo al confronto con il gennaio precedente, non ancora periodo Covid-19, il dato diventa positivo, con oltre 1 milione di carichi in più (+13%), tendenza in miglioramento a febbraio, quando gli inserimenti in più sul 2020 sono stati addirittura 3 milioni (+80%), e a marzo, che ha toccato i 6 milioni (+91%), anche se su quest’ultimo dato pesa ovviamente già l’insorgere del lockdown e la brusca riduzione di alcune produzioni industriali e della circolazione delle merci.

Confrontando però il marzo 2021 con quello di due anni fa emerge un dato ancora più positivo, addirittura il 138%, che non si può ricondurre unicamente alla ripresa delle attività post-Covid.

Tra i mercati più in salute a livello di traffico nazionale, oltre alla Germania (rispettivamente cresciuta del 5%, del 104% e del 114% nei primi tre mesi) e alla Francia (passata dal -11% al +94%), il dato più positivo è stato registrato dalla Polonia, con incrementi del 50%, 80% e 146%. In Italia invece i primi due mesi hanno ricalcato a grandi linee l’andamento del 2020 mentre è a marzo (+52%)  che è iniziata la vera e propria crescita.